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Gli strumenti per misurare la trasmissione della luce

Gli strumenti per misurare la trasmissione della luce

Infinitymotion Srl e il Dipartimento B.E.S.T. del Politecnico di Milano hanno sviluppato una serie di strumenti in grado di misurare le prestazioni illuminotecniche dei condotti di luce Solatube e la stima del "fattore medio di luce diurna", un parametro indispensabile per la verifica dell'illuminazione naturale nella normativa italiana.

FLDm, UNI EN 17037 e S.T.E.L.P Tre strumenti un unico Obiettivo

Il software STELP (Solatube Evaluation Light Performance), sviluppato dal Dipartimento B.E.S.T. del Politecnico di Milano e Infinity Motion srl , nasce con l'obiettivo di fornire uno strumento semplificato per la valutazione delle prestazioni illuminotecniche dei condotti di luce Solatube. Sin dalla sua origine il software è stato progettato non soltanto per determinare i livelli di illuminamento ottenibili all'interno degli ambienti, ma soprattutto per consentire la stima del Fattore Medio di Luce Diurna (FLDm), parametro che ancora oggi costituisce il principale riferimento normativo italiano per la verifica dell'illuminazione naturale.

S.T.E.L.P collega il Fattore Medio di Luce Diurna alla UNI EN 17037

Il FLDm rappresenta infatti una metrica consolidata, calcolata secondo condizioni standardizzate di cielo coperto (CIE Standard Overcast Sky), che consente di confrontare in modo oggettivo differenti soluzioni progettuali indipendentemente dalle condizioni meteorologiche reali.

Negli ultimi anni, tuttavia, l'evoluzione della ricerca internazionale ha evidenziato come il solo FLDm non sia più sufficiente a descrivere la qualità della luce naturale negli edifici. Proprio da questa evoluzione nasce la UNI EN 17037, che introduce un approccio prestazionale più ampio, orientato alla disponibilità della luce naturale negli ambienti durante l'intero anno, considerando il comfort visivo, la distribuzione della luce, l'esposizione solare e la vista verso l'esterno.

In questo contesto il software STELP assume un ruolo particolarmente interessante. Pur essendo stato sviluppato per verificare il FLDm, esso costituisce uno strumento progettuale capace di quantificare l'effettivo contributo dei sistemi Solatube all'incremento della luce naturale negli ambienti profondi, anticipando quella logica prestazionale che oggi è alla base della UNI EN 17037.

In altre parole, STELP utilizza il FLDm come parametro di verifica normativa, mentre la UNI EN 17037 considera il FLDm come uno degli indicatori storici da integrare con valutazioni più evolute e dinamiche. Le due metodologie non sono quindi in contrapposizione, ma rappresentano due livelli differenti della progettazione illuminotecnica: il primo consente di dimostrare il rispetto dei requisiti normativi nazionali, il secondo permette di valutare la reale qualità della luce naturale percepita dagli occupanti durante l'intero ciclo annuale.

Da questo punto di vista, il contributo dei condotti Solatube può essere letto in una duplice chiave:

  • normativa, poiché incrementano il Fattore Medio di Luce Diurna contribuendo al raggiungimento dei requisiti igienico-edilizi richiesti dalla legislazione italiana;
  • prestazionale, poiché migliorano la distribuzione della luce naturale nelle zone profonde degli edifici, riducono il gradiente luminoso tra la finestra e il fondo del locale e aumentano la disponibilità di luce diurna, in piena coerenza con i principi progettuali introdotti dalla UNI EN 17037.

 infinitymotion misurazione luce solatube

Una visione lungimirante sviluppata con il Politecnico di Milano

Osservando oggi l'evoluzione della normativa europea, appare evidente come il progetto S.T.E.L.P, sviluppato con il Politecnico di Milano oltre quindici anni prima della pubblicazione della UNI EN 17037, avesse già introdotto una filosofia progettuale estremamente avanzata.

L'obiettivo non era il semplice dimensionamento dei condotti luminosi, bensì la quantificazione del loro contributo alla luce naturale dell'ambiente, attraverso il calcolo del FLDm e dei livelli di illuminamento ottenibili nelle diverse configurazioni progettuali.

La UNI EN 17037 non sostituisce questo approccio.

Al contrario, ne amplia la portata, spostando l'attenzione dal semplice rispetto di un requisito normativo alla valutazione della qualità complessiva della luce naturale all'interno degli edifici.

In questa prospettiva, STELP rappresenta ancora oggi un importante punto di raccordo tra la consolidata tradizione normativa italiana basata sul Fattore Medio di Luce Diurna e il moderno approccio prestazionale europeo fondato sul Daylighting, confermando la validità di una metodologia progettuale che aveva anticipato di molti anni l'evoluzione della cultura illuminotecnica internazionale analizzando la dinamicità della luce naturale come suggerito nei più recenti studi CEI (Commission International de l’Eclerage)

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