Il lighting designer, il progettista dell’illuminazione

lighting designerNel progettare un edificio, un architetto non può esimersi dal tenere in considerazione l’illuminazione. Visti i progressi della bioedilizia, inoltre, non si possono ignorare i sistemi di luce naturale, che apportano numerosi vantaggi sotto il profilo del rendimento energetico delle abitazioni e delle costruzioni non residenziali. Un buon progetto, dunque, deve essere ben realizzato anche dal punto di vista dell’illuminazione, sia diurna che artificiale. Per ottenere ciò, si sta diffondendo anche in Italia una nuova figura professionale, quella del progettista dell’illuminazione.

Il progettista dell’illuminazione

Come sopra accennato, un architetto dovrebbe conoscere tutte le caratteristiche dell’illuminazione naturale e artificiale; tuttavia, le competenze da avere sono davvero numerose e non è facile condensarle in un’unica figura professionale. Per questo motivo, si sono diffusi all’estero e pian piano anche in Italia, progettisti dell’illuminazione, detti anche lighting designer. Si tratta di una professione davvero nuova, non del tutto riconosciuta in Italia, perciò sono tante le questioni in sospeso in merito agli ambiti d’azione. La prima questione riguarda il fatto se si tratta di un’attività pienamente progettuale, quindi, creativa, inventiva e fondata sullo soddisfacimento dei bisogni del committente. La seconda, invece, si domanda se si tratti di trovare soluzioni da aggiungere a progetti già elaborati, da completare sotto il profilo funzionale ed estetico. Dunque, il dubbio è se il progettista sia un creativo a tutti gli effetti o un semplice tecnico, come l’idraulico e l’elettricista. Inoltre, vista la tenera età di questa nuova figura professionale, sono ancora incerti i corsi di formazione relativi, i titoli di studio connessi, il riconoscimento ufficiale e l’eventuale istituzione di un ordine apposito.

Lighting designer: il lavoro sui sistemi di luce naturale e artificiale

Quale che sia l’ambito di competenza del progettista dell’illuminazione, esso si trova a gestire due componenti essenziali al corretto illuminamento degli ambienti. Da una parte, esso dovrebbe potenziare al massimo i sistemi di luce naturale, dall’altro, sempre più spesso i terreni edificabili sono collocati in aree che rendono difficile lo sfruttamento dell’illuminazione diurna. Nei contesti fortemente antropizzati, è difficile trovare spazi adeguati per garantire un buon illuminamento naturale; a riprova di ciò, sono sempre più numerosi gli ambienti ricavati in zone interrate o seminterrate, nei quali non è possibile realizzare aperture finestrate tradizionali. In questi contesti, i lighting designer si trovano spesso a dover ricorrere all’illuminazione artificiale, dispendiosa sotto il profilo energetico. Per tale ragione, il progettista deve conoscere a fondo anche i sistemi elettrici e usarli in modo sapiente. Ma, al giorno d’oggi, l’architetto della luce ha in mano una seconda arma per sconfiggere la scarsa luminosità degli ambienti. Esistono, infatti, dei sistemi di luce naturale che convogliano la radiazione solare dall’alto, illuminando in modo efficace i locali interni seminterrati o aree non confinanti con l’ esterno. Si tratta di connettori e tunnel solari che permettono di sfruttare al massimo l’illuminazione diurna, ovviamente nelle ore di luce. Le aziende produttrici di sistemi simili si avvalgono della collaborazione dei migliori progettisti dell’illuminazione, che operano come dipendenti o come liberi professionisti, al pari dei tradizionali architetti. Tuttavia, nonostante queste collaborazioni, anzi a maggior ragione, il settore ha bisogno di un rinnovamento normativo, che tuteli appieno questa nuova e specializzata figura professionale.

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